'Sideways' all'italiana 2006 – Quattordicesimo giorno
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Dopo un caffè per me ed un cappuccino con doppio caffè per Brigit andiamo a trovare Richard che è in ufficio anche stamane ed è alle prese con turisti Tedeschi e Russi che vogliono prendere possesso delle loro ville in affitto ORA, nonostante il contratto da loro firmato specifichi chiaramente che gli arrivi sono previsti fra le 14 e le 17.
Torniamo a casa dove Brigit prepara un picnic simile a quello di ieri e ci dirigiamo a sud, verso Orosei, fermandoci per strada alla spiaggia 'La Caletta', dove parcheggiamo all'ombra di pini marittimi e ci gustiamo il nostro picnic protetti dal vento fra le dune sabbiose. La spiaggia è praticamente vuota. Ci sono solamente alcune persone in distanza alla nostra sinistra e qualche coppietta isolata che prende tranquillamente il sole in angolini nascosti fra le dune.
Ad Orosei le strade del centro portano i segni della processione pasquale, con rami di ulivo e di altre piante abbandonate in vari angoli. Aggirandoci per il centro storico ci imbattiamo in una chiesetta che ha una corda attaccata alla campana del campanile che sparisce nel muro di fianco ad una porta laterale. Faccio una foto e chiedo ad un signore anziano che esce dalla porta laterale il nome della chiesa che lui dice essere 'Le Anime'.
Il vecchietto ci invita ad entrare e visitare la chiesa, così lo seguiamo all'interno in una cucinetta che da su di un'altra stanza la quale a sua volta da direttamente sull'altare principale, che è decorato con mazzi di fiori che circondano un piccolo crocifisso adagiato su di un cuscino centrale. L'uomo apre la porta principale della chiesa e dopo un po' arriva un ragazzo sui trentanni che ci descrive le celebrazioni pasquali che si sono tenute durante la mattinata.
Dopo aver offerto a Brigit due rose prese da un mazzo sull'altare principale, spiegando che sono state benedette durante la cerimonia mattutina, i due uomini ci invitano di nuovo in cucina, dove nel frattempo è arrivata una terza persona, e ci offrono un bicchiere di Cannonau da un bottiglione da tre litri senza etichetta. Brindiamo assieme ai tre uomini col vino che non ha assolutamente nulla da invidiare a certi Cannonau venduti in negozio per una decina d'euro a bottiglia.
I tre uomini ci dicono di dover assistere ad un funerale, quindi indossano i lunghi grembiali rossi della loro confraternita e, dopo aver fatto loro una foto, ci salutiamo.
Girovaghiamo ancora un po', perdendoci nei vicoletti del centro storico, prima di tornare sulla piazza principale dove ci sediamo ad un tavolo all'aperto di un bar per un gelato prima di avviarci di nuovo verso San Teodoro.
Ceniamo di nuovo in casa ripetendo lo stesso menù di due sere fa, con la sola differenza che il vino stasera è Duca di Mandas, un Monica di Sardegna DOC della Cantina Trexenta e per dessert ci serviamo una fetta del buonissimo pecorino affumicato con miele di castagne.
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