'Sideways' all'italiana 2006 – Undicesimo giorno
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La vista dall'aereo dell'acqua color smeraldo della costa sarda prima dell'atterraggio ad Olbia ha un effetto salutare e rinfrescante, che mi da una mano ad alleviare la stanchezza fisica. Quando arriviamo a San Teodoro, locato una ventina di minuti a sud di Olbia a bordo della piccola Toyota Yaris a noleggio, ci installiamo nell'appartamento gentilmente prestatoci da Raffaele e Francesca Maselli. Una volta disfatti i bagagli è ormai mezzogiorno e sia io che Brigit siamo affamati.
Andiamo in centro paese a fare spesa prima della chiusura per pranzo dei negozi. Acquistiamo il tipico pane carassau, pecorino sardo, frutta, verdura, succhi di frutta, yoghurt, una bottiglia di Monica di Sardegna Doc ed una di Colli del Limbara Doc.
A questo punto siamo veramente affamati, quindi decidiamo di pranzare in un ristorante anzichè tornare a casa e cucinare. Andiamo nel centrale ristorante Il Covo, dove scopriamo che i gestori sono romagnoli.
Ci sediamo nel cortile esterno lasciando che il sole riscaldi i nostri corpi stanchi. Ordiniamo insalata mista come apertura, seguita da una splendida grigliata mista di di pesce che non posso rifiutare di accompagnare con una bottiglia di Ladas, tenuto perfettamente fresco in un secchiello di ghiaccio che trasuda al sole. Si tratta di un Vermentino di Sardegna leggero, aromatico e leggermente frizzante prodotto dalla Cantina di Gallura.
Passiamo il pomeriggio rilassandoci a sistemandoci nel nostro nuovo appartamento.
Quando Brigit si mette d'impegno a preparare cena per tempo non riusciamo a far funzionare la stufa a gas, la quale è rimasta inutilizzata per tutti mesi invernali, visto che Raffaele e Francesca vengono qui per lunghi periodi solo dalla primavera all'estate e parte dell'autunno. Non riuscendo a risolvere il problema neppure seguendo le istruzioni che Raffaele ci da al telefono, su suo consiglio chiediamo aiuto ad un vicino, il signor Eugenio, il quale arriva immediatamente e, dopo aver consultato di nuovo Raffaele telefonicamente, scopre un rubinetto del quale neppure Raffaele era a conoscenza, o si ricordava, che in qualche modo era stato chiuso e impediva al gas di raggiungere le piastre di cottura.
Come risultato ci siamo fatti un nuovo amico locale, il signor Eugenio, il quale ci offre immediatamente un intero delizioso ed intensamente 'odorato' pecorino affumicato che ha appena acquistato da un amico pastore per una frazione del costo che abbiamo visto nei negozi.
Una volta risolto il problema del fornello sono ormai le 20, quindi decidiamo di cenare con una pizza all'Artista Ristorante Pizzeria, un locale del quale abbiamo un buon ricordo avendoci mangiato nel 2003 assieme a John Dawdy. Inoltre ci viene suggerito sia dagli isolani che dai pochi residenti part time che sono attualmente sull'isola.
Ci ritiriamo presto per recuperare il sonno perso.
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