MiWine e il mercato (Quarta di 4 parti) - 30 Maggio 2004
- L’export premia la qualità
- La produzione Italia 2003
- Il vigneto Italia
- Vino e salute
4.Vino e salute: scoperta una nuova molecola antitumorale
Importanti ricerche epidemiologiche dell’ultimo decennio hanno ampiamente dimostrato che un consumo moderato del vino ci aiuta a vivere meglio e più a lungo per un’infinità di effetti benefici dei suoi costituenti sulla fisiologia umana. Il vino (e anche l’alcol) è efficace nel contrastare le malattie cardiovascolari, l’Alzheimer, e diverse altre patologie. E questo perché i polifenoli contenuti nel vino, si sono dimostrati utili contro le malattie cardiache e vascolari (aterosclerosi), mentre il resveratrolo, importante molecola presente nell’uva e nei vini, aiuta a tenere sotto controllo il tasso di colesterolo nel sangue e prolunga la vita delle cellule.
Una recente scoperta dell’Università di Bordeaux estende ai tumori la funzione protettiva dei vini rossi. In particolare nei vini rossi invecchiati in botti di rovere si produce una molecola, l’Acutissimina A, che è un flavano-ellagitannino con caratteristiche sia dei flavonoidi che dei tannini. A renderla così interessante sono i suoi effetti inibitori sulla Dna-topoisomerasi II, l’enzima bersaglio dei farmaci nei trattamenti contro il cancro. L’acutissimina A la inibisce 250 volte più dell’etoposide, agente antitumorale usato nella pratica clinica.
Commenta Stéfane Quideau, capo del gruppo di ricerca dell’Università di Bordeaux, che ha pubblicato la scoperta sulla rivista tedesca "Angewandte Chemie", una delle testate chimiche più importanti del mondo: "Si sa che il succo d’uva contiene la catechina e l’epicatechina (sostanze flavonoidi isomere, ndr). Durante l’invecchiamento, il vino estrae dal legno delle botti di rovere un’abbondante quantità di sostanze aromatiche. Fra queste, la vescalagina reagisce con i due flavonoidi suddetti, formando l’Acutissimina A e l’isomero epiacutissimina".

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