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Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino DOP
e Acciughe sotto sale del Mar Ligure IGP
Loris Scagliarini - 30 Aprile 2009

Introduzione
Continuiamo con la presentazione dei 155 prodotti a Denominazione di Origine Protetta (DOP, o PDO, Protected Designation of Origin, in inglese) e Indicazione Geografica Protetta (IGP, o PGI, Protected Geographical Indication, in inglese) italiani.

Questo mese presentiamo un tipo di pesce d'acqua dolce e uno di mare: la Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino DOP dal Piemonte e le Acciughe sotto sale del Mar Ligure IGP.

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Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino DOP (Piemonte)
Riconoscimento DOP: Reg. CE N. 160 del 21.02.2008

Cenni Storici
Già a partire dal secolo XIII la Tinca Gobba Dorata di Pianalto di Poirino era diffusa in un'area compresa tra le province di Torino e di Cuneo, dove fin da allora esistevano numerosissimi laghetti artificiali. A quei tempi quasi ogni famiglia contadina aveva una "peschiera", o "tampa", termine dialettale locale che definisce gli stagni adibiti ad abbeveratoi per gli animali e/o a serbatoio per l'irrigazione dei campi, nei quali tenevano piccoli allevamenti di tinche per soddisfare il fabbisogno familiare.

Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino DOP
Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino DOP

Tuttora il paesaggio rurale di questa zona è punteggiato da una quantità di piccole e grandi peschiere, locaate nei pressi di abitazioni o borgate, dove si allevano tinche sia per uso familiare sia per il commercio.

Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino DOP
Tinca Gobba Dorata del
Pianalto di Poirino DOP

Caratteristiche
La Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino DOP è un pesce d'acqua dolce che viene allevato in laghetti naturali o artificiali. Oltre che per la consistenza delle carni, che sono magre, leggere e compatte, questo pesce è molto apprezzato anche per il gusto tenue, meno deciso rispetto al pesce di mare, ma tuttavia privo del sapore di fango che a volte contraddistingue il pesce d'acqua dolce.

L'allevamento è consentito esclusivamente in monocoltura, negli stagni esistenti o in nuovi bacini d'argilla realizzati all'interno della zona di produzione definita dal disciplinare. Gli avannotti vengono rilasciati nelle peschiere dove restano finché non hanno raggiunto la taglia stabilita per l'uso al quale sono destinati: ripopolamento, consumo, o riproduzione.

La Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino DOP per il consumo pesa attorno ai 100 grammi, la pelle ha una colorazione brillante, grigio-grafite o verde opalino sul dorso e giallo dorato sui fianchi.

Tinca Gobba Dorata del  Pianalto di Poirino DOP
Tinca Gobba Dorata del
Pianalto di Poirino DOP

  • Zona di Produzione:
    L'intero territorio dei comuni di Poirino, Isolabella e Pralormo in provincia di Torino; Cellarengo in provincia di Asti e Ceresole d'Alba in provincia di Cuneo è incluso per intero.

    Parzialmente il territorio dei comuni di Carmagnola, Villastellone, Santena e Riva di Chieri in provincia di Torino; Bandissero d'Alba, Montà d'Alba, Montaldo Roero, Monteu Roero, Pocapaglia, Sanfrè, S. Stefano Roero, Sommariva del Bosco e Sommariva Perno in provincia di Cuneo; Dusino San Michele, Valfenera, Bottigliera d'Asti, S. Paolo Solbrito e Villanova d'Asti in provincia di Asti.

Acciughe sotto sale del Mar Ligure IGP (Liguria)
Riconoscimento DOP: Reg. CE 776 del 4 agosto 2008

Acciughe del Mar Ligure
Acciughe del Mar Ligure IGP

La Liguria è da sempre vocata alla pesca, ma anche alla lavorazione del pesce per consentirne la conservazione nel tempo, come ad esempio sotto sale.

Nonostante i documenti storici noti che fanno riferimento alla salatura siano relativamente recenti, scavi archeologici nella zona hanno rivelato che il processo era noto già nel IV millennio a. C.

Acciughe del Mar Ligure
Preparazione delle acciughe sotto sale del Mar Ligure IGP

Le prime referenze storiche conosciute risalgono agli statuti medioevali delle città marinare della Liguria, in particolare quello di Noli, dove si cita il "pisce salsa". Nel tardo Medioevo le acciughe sotto sale del Mar Ligure vengono utilizzate come merce di scambio con il vicino Piemonte, dove sono tanto apprezzate che finiscono col diventare l'ingrediente più importante della bagna cauda, uno dei piatti tradizionali del Piemonte.

A partire dal XVI secolo i riferimenti alle norme che regolamentano le tecniche di pesca, trasformazione e commercializzazione delle acciughe, sia fresche sia conservato sotto sale, sono numerosi nei vari statuti dei borghi marinari più importanti della costa ligure.

Le acciughe sotto sale del Mar Ligure IGP si ottengono dalla conservazione sotto sale di una tipica varietà di pesce azzurro (Engraulis Encrasicolus L.) che è caratterizzata da carne compatta e morbida, dalla colorazione che va dal rosa intenso al marrone e dal sapore marcatamente sapido.

Salame di Brianza DOP
Acciughe sotto sale
del Mar Ligure IGP

Asportati testa e visceri, le acciughe vengono lasciate asciugare per alcune ore, poi vengono poste a raggiera, in strati sovrapposti, dentro a barili di castagno o in vasi di terracotta. Ogni strato di acciughe viene coperto con sale marino e sull'ultimo strato viene appoggiato un apposito disco di legno sul quale viene messo un peso di circa 40 - 50 chilogrammi.

La stagionatura dura circa dai 40 ai 50 giorni. La salagione è ottimale quando la carne risulta compatta e consistente, con una colorazione che va dal rosa intenso al marrone.

A maturazione avvenuta le acciughe salate vengono poste in contenitori cilindrici di vetro, detti "arbanelle".

  • Zona di Produzione:
    Tutto il territorio costiero ligure.


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