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Racconti Cal-Italiani (Prima di 4 Parti)
W. Blake Gray - 27 Marzo 2004

  1. Il Sangiovese (1a parte)
  2. La Tasting Room Cal-Italiana (3a parte)
  3. Vendere Cal-Ital non è facile (4a parte)

Nonostante il Sangiovese fatto in California non sia in grado di reggere il confronto col Chianti Italiano, il Pinot Grigio "Made in the Usa" va a ruba.

Non si può parlare della storia delle uve italiane in California senza fare riferimento al fallimento dell'esperimento fatto col Sangiovese.

  Pinot Grigio
  Sonoma County Pinot Grigio 2002 di Seghesio è fatto alla moda dei Pinot Grigi italiani, come il 2002 Cesari. Foto di Craig Lee per S.F.Chronicle
  Sangiovese e Chianti
  Il Sangiovese dellaCrooked Vine di Livermore Valley si trova nei supermercati di fianco ai Chianti italiani quali il Castello di Fonterutoli Classico. Foto di Craig Lee per S.F.Chronicle

Sette anni fa l'uva usata in Italia per fare il Chianti sembrava rappresentasse il futuro per una parte dell'enologia californiana. I viticoltori si davano da fare a piantare vigneti e i produttori si affrettavano a pigiarne e imbottigliarne il prodotto. D'altra parte perchè no? Gli americani adorano il cibo italiano, quindi sembrava logico pensare che avrebbero apprezzato un tipo di vino fatto a imitazione di quelli bevuti nel Vecchio Continente con le ricette originali.

Invece i critici hanno stroncato la maggior parte del Sangiovese californiano e i consumatori non si sono lasciati convincere, col risultato che l'esperimento del Sangiovese in California è fallito quasi dalla sera alla mattina. Di conseguenza, i viticoltori si sono dati da fare a sostituire le vigne con altre varietà e la reputazione dei vini rossi prodotti con uve italo-californiane in generale ha subito un duro colpo. Il "Consorzio Cal-Italia", un'associazione simile allo "Zinfandel Advocates & Producers" (ZAP, o "Promotori & Produttori di Zinfandel") e i "Rhone Rangers" ("Ranger del Rhone"), che tanto hanno fatto per promuovere le loro uve preferite, l'anno scorso ha cancellato il programma di degustazioni ed ha essenzialmente cessato le operazioni.

Al suo apice l'organizzazione contava 65 cantine associate e organizzava una degustazione annuale a Fort Mason, in San Francisco, coinvolgendo produttori locali di imitazioni di specialità italiane tipo formaggi e salami, e altri vini "italo-californiani" quali Pinot Grigio, Malvasia Bianca, Tocai Friulano, Dolcetto e Nebbiolo si univano al Sangiovese per completare l'offerta dei prodotti italiani "Made in California".

Dopo l'11 settembre 2001 però, con l'economia in forte recessione, il Consorzio è divenuto un lusso insostenibile per gli associati.

"Abbiamo dovuto chiudere. Non c'erano fondi a sufficienza per mantenerlo," dice Jim Moore, uno dei membri fondatori del Consorzio. "Anzichè indebitarci abbiamo deciso di chiudere i battenti e contenere le perdite."

Jim Clendenen, proprietario di "Il Podere dell'Olivos" in Santa Barbara County, dice: "Alcuni di noi erano veramente produttori di successo, che facevano dei grandi vini italiani, ma non è servito a niente."

Nonostante tutto questo, la Wine Country californiana pare prepararsi di nuovo per una frenetica espansione italo-californiana, questa puntando sul Pinot Grigio. Secondo gli esperti del settore questo vino, chiamato Pinot Gris in Francia e in tutti e due i modi negli Stati Uniti, è il vino bianco che sta aumentando le vendite più di ogni altro vino negli Stati Uniti.

La maggioranza del Pinot Grigio venduto negli USA è d'importazione -- secondo stime dell'industria il rapporto è di 8 a 1. Eppure, i viticoltori californiani stanno piantando Pinot Grigio ancora più in fretta di quanto avevano fatto col Sangiovese. Secondo Phil Bradley, gestore delle ricerche alla MKF Group, un'azienda di ricerche per l'industria enologica basata in St. Helena, dal 2001 al 2002 la quantità di Pinot Grigio pigiata in California è quasi raddoppiata, passando da 9.564 tonnellate nel 2001 a 17.335 tonnellate nel 2002, Nel 2003 ne sono state vendemmiate 26.932 tonnellate.

Il Pinot Grigio, o Pinot Gris, è tuttora una varietà minore se paragonata al Sauvignon Blanc, del quale secondo la MKF nel 2002 ne sono state vendute oltre 10 volte di più, oppure dello Chardonnay, il quale ha venduto 68 volte di più rispetto al Pinot Grigio. Le vendite del Sauvignon Blanc e dello Chardonnay tuttavia, aumentano solo minimamente anno per anno.

Alcuni consumatori deridono il Pinot Grigio come un vino bianco adatto ai "seguaci dell'ABC" (Anything But Chardonnay, o "Qualunque Vino purchè non sia Chardonnay"). I produttori chiamano il vino indifferentemente Pinot Gris o Pinot Grigio, anche se pare ci sia la tendenza a chiamare Pinot Gris la versione del fatta alla moda alsaziana, la quale si presenta più vivace e speziata, con aromi di frutta tropicale più intensi. La versione "italiana" del vino, più semplice e creato per il consumatore più avventuroso, viene prevalentemente chiamato Pinot Grigio.

"Non mi permetto di confrontare questo vino allo Zinfandel Bianco perchè non lo è," dice Bradley della MKF. "Ciò detto, riconosco che il consumatore che ama lo Zinfandel Bianco in genere apprezza anche il Pinot Grigio."

La popolarità del Pinot Grigio fa sperare ai promotori dei vini italo-californiani in un revival. Per ora tuttavia, nonostante i produttori californiani parlino con delizia dei loro progetti di vino italo-californiano, in quasi tutti i casi i conti vengono pagati dai vini da vitigni francesi tipo il Cabernet Sauvignon, lo Chardonnay, il Syrah e il Pinot Noir.

Le uve italiane non sono certo le ultime arrivate in California, infatti erano nella zona già da prima dell'inizio della produzione americana a livello industriale. Circa 150 fa, emigranti italiani arrivati in California durante la corsa all'oro, cominciarono a coltivare viti delle quali si erano portati piantine da casa. Oltre al Barbera e al Sangiovese, è possibile che sia arrivato anche un vitigno imparentato col Primitivo, divenuto poi lo Zinfandel californiano. Queste uve hanno fornito per decenni la base del vino comune californiano.

Infatti quasi certamente, se avete bevuto vino rosso californiano avete bevuto della Barbera, usata da taglio in un gran numero di vini. È solo di recente che il Syrah ha superato il Barbera, piazzandosi al terzo posto come vitigno più coltivato in California, dietro a Cabernet Sauvignon e Merlot.

"La Barbera è una delle migliori uve da taglio in California," dice Robert Smerling, presidente di Renwood Winery (Cantina Renwood) in Amador County. "Se si produce un Cabernet che risulta un po' debole, basta aggiungere un tocco di Barbera. Se un vino è debole di colore, si aggiunge l'1 percento Barbera. Ci sono una quantità di Cabernet e Merlot in vendita che contengono varie quantità di Barbera."

Mentre la giovane industria enologica californiana era dominata dai vitivinicoltori italiani, i quali erano soddisfatti di produrre un vino gustoso per la consunzione quotidiana, in altre parti degli Stati Uniti spirava un sentimento enologicamente più francofono. Sono molti gli americani che pensano che il vino debba essere riservato a cene speciali, il che', fino a tempi recenti, da questa parte dell'oceano significava un ristorante specializzato in bistecche. Per quanto riguarda il vino, di solito si trattava di Cabernet Sauvignon. Se gli americani bevessero vino anzichè birra o Coca Cola con la loro pizza o pasta, forse l'industria enologica americana nell'insieme avrebbe connotazioni diverse.

Verso la metà degli anni '80 uno dei più famosi produttori italiani cominciò a cercare proprietà in vendita nella Valle di Napa (Napa Valley), nel cuore della Wine Country californiana. Come risultato, nel 1987 il ben noto produttore toscano Piero Antinori in società col gruppo internazionale Allied Domecq, fondò Atlas Peak Vineyards, che prende il nome dalla montagna dov'è locata, ossia Atlas Peak, nella parte centro-sud di Napa Valley, una zona che precedentemente era stata valutata troppo elevata, secca e impervia per coltivarci vigneti.

Antinori, sorvolando la zona in aereo, decise che il terreno roccioso ad una elevazione di oltre 1.500 piedi (circa 460 metri) sul livello del mare gli ricordava i colli toscani. Importò Sangiovese dai vigneti della famiglia che produce vino da oltre 600 anni e la parola si sparse in fretta. Pare che ad alcuni operai venisse offerta una ricompensa in cambio di tagli da innesto prelevati dal vigneto.

Con 210 ettari piantati prevalentemente a Sangiovese, Atlas Peak divenne di punto in bianco il gigante della produzione di vino italo-californiano. Da anni molte cantine della zona, specialmente quelle gestite da famiglie d'origine italiana, avevano prodotto e venduto Sangiovese senza tanta fanfara. Cathy Seghesio, dice l'enologo della Seghesio Family Vineyards (Vigneti dell Famiglia Seghesio) in Healdsburg, California, continua tuttora a produrre Sangiovese da vigneti piantati nel 1910 da suo bisnonno. All'inizio degli anni '90, Atlas Peak intasò il limitato mercato del prodotto Cal-Ital e, nel 1996 immissione sul mercato ben 20.000 cartoni di Sangiovese.

Sfortunatamente all'inizio il vino non era di gran qualità. Per molti consumatori americani, i quali non sapevano che il Sangiovese è l'uva base del Chianti, il Sangiovese della Atlas Peak rappresentava un nuovo vino.

Molti produttori californiani danno tuttora ad Atlas Peak la responsabilità per la poca reputazione goduta dai vini Cal-italiani negli Stati Uniti. Smerling dice che Atlas Peak era comunque condannata al fallimento dall'inizio visto che le condizioni atmosferiche della California sono diverse da quelle della Toscana.

"In California non c'è molto Sangiovese di qualità," dice ancora Smerling. "Atlas Peak ha fatto una grande entrata sul mercato ed è stato un fallimento. Si tratta di una varietà che non cresce altrettanto bene qui (in California). Nonostante ciò, il Sangiovese Atlas Peak Riserva di oggi è migliorato di parecchio rispetto alle prime produzioni. Comunque sia, secondo Megghen Driscol, responsabile delle relazioni pubbliche per Atlas Peak, Antinori ha abbandonato il progetto per concentrarsi sulle sue altre vigne coltivate in montagna. Driscol dice che la cantina sta "lavorando assiduamente con coltivatori nelle zone di Spring Mountain, Howell Mountain e Mt. Veeder per produrre degli eccitanti Cabernet. Pensiamo che questo rappresenti l'inizio di una nuove era per Atlas Peak, che concentra l'attenzione sui nuovi Cabernet di montagna quali, assieme al Sangiovese classico, daranno nei prossimi anni una nuova immagine dell'azienda sia ai consumatori che ai critici".

W. Blake Gray è uno scrittore basato a San Francisco
Pubblicato originariamente sul San Francisco Chronicle © 2004
Tradotto dall'inglese da WineCountry.IT


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