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Il Novello 2006 immesso sul mercato a mezzanotte del 5 novembre
La Redazione - 6 Novembre 2006

 
Novello Wines
 
  Fedagri, annunciando le proprie previsioni sulla produzione del novello 2006, che si attesta sui 120 mila ettolitri, ossia 16 milioni di bottiglie per un valore di 80 milioni di euro di fatturato, rivela che oltre la metà è di origine cooperativa.

"Dei 16 milioni di bottiglie previste", ha affermato il presidente di Fedagri-Confcooperative, Paolo Bruni, "oltre 8 milioni sono di origine cooperativa".

Sia in termini di volume che di valore, il maggior produttore italiano è la Cavit di Trento, con oltre 1 milione di bottiglie, seguita da Caviro, Cantina di Soave e Banear.
 
Novello in Festa
   

A partire dalla mezzanotte di domenica 5 novembre 2006 gli italiani hanno iniziato a stappare bottiglie di vino novello 2006 made in Italy. Il lancio dei vini novelli italiani avviene ben 11 giorni prima dei concorrenzialiBeaujolais Nouveau francesi, i quali potranno essere immessi sul mercato solamente il terzo giovedì di novembre, che quest'anno è il 16 del mese.

Lo comunica la Coldiretti sottolineando che la produzione italiana di questi vini, stimata quest'anno dall'organizzazione dei coltivatori attorno ai 18 milioni di bottiglie, per un valore totale di circa 80 milioni di euro.

Nel documento della Coldiretti si legge che il vino novello sarà in vendita in supermercati, ristoranti, negozi specializzati ed enoteche e verrà bevuto tutto nel corso dei prossimi sei mesi. La vita di questo tipo di vino è determinata dal metodo di produzione utilizzato, inventato dal ricercatore francese Michel Flanzy negli anni '50.

Il metodo usato nella produzione di questi vini è infatti molto diverso da quello usato nella vinificazione tradizionale. Mentre nella produzione usuale i grappoli vengono pigiati ed il mosto viene poi lasciato fermentare, nel caso dei vini novelli vengono invece fatti fermentare gli acini non pigiati, in modo che solo una piccola quantità degli zuccheri presenti viene trasformata in alcol. Con questo procedimento si ottengono vini dal caratteristico piacevole sapore fruttato, ma allo stesso tempo, ma allo stesso se ne determina la breve vita.

Il vino novello, dice la Coldiretti, ha fatto la sua comparsa sul mercato francese durante gli anni 50 nella regione di Beaujolais, ma in anni più recenti è diventato un fenomeno tipico del mercato italiano. Questi vini sono solitamente popolari fra i consumatori più giovani e fra i bevitori meno evoluti, data la loro semplicità ed il basso contenuto alcolico (11%).

Il bouquet e la trasparenza di questi vini li rendono facili da abbinare a prodotti tipici autunnali e a certe specialità regionali, quali insaccati tradizionali, pinzimonio e salami piccanti. Il vino novello è una delle nuove tradizioni italiane e viene bevuto in famiglia, in pizzeria, in enoteca, al ristorante e in piazze cittadine, in occasione di eventi organizzati specificatamente in occasione di feste popolari ad esso dedicate.

Questo tipo di vino, che deve assolutamente essere bevuto giovane, sta conquistando una crescente fetta di mercato, in parte grazie al prezzo contenuto che, nella maggior parte dei casi, va dai 3 ai 7 euro la bottiglia, un prezzo cioè accessibile ai consumatori più giovani che hanno un budget limitato.


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