Aziende italiane impegnate nella ricerca di soci cinesi
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| Nanjing Road, a Shanghai |
Il parlamentare è alla guida di una delegazione commerciale che include circa 80 aziende italiane di piccole e medie dimensioni, ma comprende anche un certo numero di grandi aziende. Dopo Pechino la delegazione ha in programma di recarsi a Shanghai, il nuovo fulcro commerciale economico cinese.
I partecipanti alla delegazione rappresentano un ampio spettro di attività commerciali che vanno dai produttori di vino alla moda, alle costruzioni, ai mobilifici, e perfino ai pianificatori di servizi civili e municipali. Tesini ha inoltre detto ai giornalisti che il Friuli Venezia Giulia conta anche su affermate industrie manifatturiere, specialisti nella lavorazione del legno, prodotti elettronici, metallurgia, cantieri navali e attrezzature per il trattamento dei prodotti agricoli.
Il Friuli Venezia Giulia spera che le ditte cinesi useranno in numero sempre maggiore l'associazione con le loro aziende come punto d'accesso ai mercati dell'Europa Centrale ed Orientale, ha sottolineato Giovanni Pavan, uno degli organizzatori della delegazione.
Il commercio fra il Friuli Venezia Giulia e la Cina è aumentato enormemente in tempi recenti. Le esportazioni regionali verso la Cina sono più che raddoppiate, passando dai 77 milioni di euro del 2000 a 190 milioni di euro nel 2003, mentre le importazioni dalla Cina hanno toccato i 110 milioni di euro nel 2003, segnando un aumento di circa il 40 percento rispetto all'anno precedente.
Secondo cifre fornite dalla dogana cinese, il valore degli scambi commerciali Cino-Italiani ha raggiunto un totale di 11,5 miliardi di dollari americani durante i primi nove mesi del 2004, facendo segnare un aumento del 30,6 percento rispetto allo stesso periodo del 2003.
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