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L'Australia minaccia il primato italiano in USA, dice la Coldiretti
La Redazione - 15 Luglio 2004

wine"La crescita del valore delle esportazioni di vino italiano negli Stati Uniti del 5,3% consente all'Italia di mantenere il primato nazionale di presenza sul mercato statunitense dove, per le etichette Made in Italy, viene speso quasi un terzo dei dollari (32,1%) destinati all'acquisto di vini di importazione."

E' quanto rileva la Coldiretti, sulla base dei dati dell'Italian Wine & Food Institute relativi ai primi quattro mesi del 2004. Tuttavia, sottolinea l'organizzazione dei coltivatori italiani, sono le produzioni australiane che, con un aumento record del 16,6% che porta la loro quota di mercato al 24,7%, che mettono a rischio la leadership italiana. I vini francesi invece hanno subito un vero e proprio tracollo. Infatti un drastico calo del 23,1% nel valore delle importazioni lascia la loro quota di mercato al 21,8%.

"Tenuto conto che il valore complessivo dei vini provenienti da questi tre Paesi rappresenta l'81,3%, ed è pressochè stazionario nei primi quattro mesi dell'anno con un calo dell'1,2%, l'incremento delle importazioni australiane e italiane vanno ad erodere direttamente la quota di mercato dei vini francesi," precisa la Coldiretti.

Rispetto al 2003 si assiste ad una qualificazione dell'offerta italiana sul mercato USA, com'è dimostrato dall'aumento del prezzo medio per litro di quasi 15%, per un valore di $4,59, mentre i prezzi dei vini australiani sono pressochè stazionari e si attestano su di un valore medio di $4,09. Anche in questo caso sono i francesi ad avere la peggio, il costo dei loro vini infatti diminuisce in modo rilevante (-9,5%), restando tuttavia su segmenti elevati di mercato con un valore medio di $7,97.

"Se la scelta delle politiche commerciali più adeguate rappresenta un importante strumento di penetrazione del mercato, occorre sottolineare che le esportazioni di vino italiano sul mercato statunitense," sostiene la Coldiretti, "potrebbero raddoppiare per raggiungere il valore di oltre un miliardo di Euro, ammesso che dagli accordi sul commercio internazionale nell'ambito del WTO arrivi un chiaro segnale di stop alla "vinopirateria" e al "falso" del Made in Italy enogastronomico."

Secondo una recente indagine riportata dalla Coldiretti, solo negli Stati Uniti il mercato dei vini di imitazione del Made in Italy è quasi uguale a quello delle nostre esportazioni. In altre parole, è "falsa" una bottiglia su due e non è quindi difficile trovare curiose bottiglie di Chianti, Sangiovese, Refosco e Barbera (anche Rosé), Barolo e Super Piemontese prodotti in California. Così come si trovano anche Moscato e Malvasia con "DOC" californiane di Napa Valley o Sonoma County.

"In realtà," continua la Coldiretti, "sono numerosi i Paesi dove è possibile spacciare vini locali come italiani. I più imitati sono il Chianti, il Lambrusco, il Marsala e la Grappa."

L'Italia è il secondo Paese produttore di vino in Europa e può contare su un patrimonio di 427 vini DOCG, DOC e IGT, i quali rappresentano il 60% della produzione nazionale di vino che genera complessivamente un fatturato di circa 8,5 miliardi di Euro e un valore delle esportazioni superiore ai 2,5 miliardi di Euro, ossia, la principale voce dell'export agroalimentare italiano.

Per garantire un commercio leale e salvaguardare le produzioni tradizionali dalle contraffazioni internazionali, la lotta all'agropirateria è dunque un passaggio fondamentale del negoziato del WTO.

"L'attenzione nei confronti della tutela dei prodotti alimentari tipici minacciati dalle imitazioni," conclude la Coldiretti, "è una scelta di trasparenza di mercato che per l'Europa e l'Italia significa anche evitare una forte ricaduta economica ed occupazionale."

Valore delle esportazioni di vino negli USA nel 2004
(Valori in migliaia di dollari –  periodo gennaio-aprile 2004)

PAESI

2003

2004

Variazione %

% Mercato Import

Italia

249.209

262.464

+ 5,3%

32,1%

Australia

192.253

224.088

+ 16,6%

27,4%

Francia

238.926

177.524

-23,1%

21,8%

TOTALE

815.533

816.940

-1,2%

81,3%


Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati dell’Italian Wine & Food Institute

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