Europa e Stati Uniti stanno negoziando l'uso di nomi tipo 'Porto'
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Anche se gli Stati Uniti non considerano neppure lontanamente di smettere di usare nomi tipo 'Porto' sulle etichette di vini prodotti negli Usa, magari riducendone l'uso in forma scaglionata, legislatori europei e statunitensi stanno negoziando puntigliosamente quello che dovrebbe risultare un accordo a largo raggio, che proibisca l'uso di detti nomi su nuove etichette.
L'agenzia federale americana che regolava questa materia prima dell'Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB, o 'Ufficio delle Imposte per il Commercio degli Alcolici e del Tabacco', attualmente responsabile, tra l'altro, dell'approvazione e archiviazione delle etichette dei vini in commercio negli Usa) anni fa aveva identificato oltre una dozzina di vini (prodotti negli Stati Uniti – N.d.T.) che dovevano usare una denominazione di fronte ai nomi dei vini (i quali definivano, in genere, regioni europee come 'Chianti' o 'Porto' – N.d.T.) così, ad esempio, si trovano negli Usa dei 'California Champagne' e 'California Burgundy'.
L'accordo attualmente in discussione, ma tuttora non finalizzato dai negoziatori delle due parti, specifica che i marchi che fanno attualmente uso di detti nomi e sono in possesso di un certificato di approvazione per le etichette, possono continuare a farne uso. Dopo una data tuttora da definire non verranno più approvate nuove etichette.
"Questi sono i termini dell'accordo che al momento non è stato finalizzato", ha confermato Joe Rollo, direttore del Programma Internazionale del Wine Institute.
I negoziatori Statunitensi sperano di poter firmare un accordo con la controparte europea nelle prossime settimane.
| Fonte: Pubblicato in origine dal San Francisco Chronicle – ©2005 San Francisco Chronicle Tradotto dall'inglese da WineCountry.IT |
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