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La Corte Suprema degli Stati Uniti decide sulla legislazione delle bevande alcoliche da parte dei singoli stati
La Redazione - 18 Maggio 2005

Ferrari WinesI singoli stati devono usare le stesse regole nei confronti dei produttori interni e di quelli residenti in altri stati: la corte definisce il cosiddetto 'sistema a tre livelli' totalmente legittimo.

Il 16 maggio 2005 la Corte Suprema statunitense ha ribadito il diritto dei singoli stati di regolamentare il commercio delle bevande alcoliche all'interno dei propri confini, ma ha dichiarato che sia i produttori locali, che quelli operanti in altri stati, devono sottostare alle stesse regole.

In una decisione con 5 voti a favore e 4 contro, la Corte Suprema ha in pratica annullato leggi attualmente in vigore negli stati del Michigan e di New York, le quali non consentono a produttori e commercianti residenti in altri stati di vendere direttamente i propri prodotti a privati cittadini. La regolamentazione richiede infatti una transazione 'faccia a faccia', ma consente tuttavia ai produttori locali di effettuare spedizioni dirette a private cittadini. Con la decisione espressa, la Corte ha respinto l'argomentazione degli stati, secondo la quale i produttori locali possono essere controllati più facilmente, quindi è loro concesso di vendere via catalogo o via Internet, mentre allo stesso tempo questo non è consentito a produttori residenti fuori dallo stato.

Il nuovo provvedimento di legge federale forza gli stati a permettere la vendita di alcolici via Internet o catalogo a tutti oppure a nessuno.

Nella relazione redatta dal giudice della Corte Suprema Kennedy si legge che il 'sistema a tre livelli' è "totalmente legittimo".

La Corte si è detta comunque d'accordo col diritto dei singoli stati di salvaguardare i propri cittadini controllando e regolamentando la distribuzione delle bevande alcoliche all'interno dei propri confini.

"Il 21mo Emendamento accorda virtualmente ai singoli stati il potere assoluto per quanto concerne le leggi sulla distribuzione di bevande alcoliche, incluso il permettere o meno l'importazione e la vendita di liquori". Se uno stato decide di rendere illegale il consumo di bevande alcoliche all'interno dei propri confini, può quindi proibirne anche l'importazione", ha detto il giudice Kennedy.

"La Corte ha riaffermato il diritto degli stati di regolamentare la vendita e la distribuzione delle bevande alcoliche, ma ha specificato che le stesse leggi vanno imposte sia ai produttori che operano all'interno dei confini dello stato che a quelli che risiedono altrove e, potenzialmente, anche a produttori stranieri", ha detto Juanita D. Duggan, presidentessa dell'associazione WSWA (Wine & Spirit Wholesale of America, ossia Grossisti Americani di Vino e Alcolici).

Oltre 30 stati (su 50) si sono allineati con New York e Michigan, dichiarando che le leggi attuali consentono alle autorità locali di limitare il numero delle licenze di vendita all'interno dei singoli stati, mettendo in questo modo gli uffici interessati in condizione di controllare detti venditori, dando loro la possibilità di far rispettare le leggi statali intervenendo con azioni efficaci nei confronti del commercio illegale di alcolici, specialmente quando coinvolge minorenni. Infine, secondo questi stati rende possibile un facile controllo dell'incasso e versamento dell'Iva da parte dei venditori autorizzati.

"Sostenendo che tutti i produttori devono sottostare alla stessa regolamentazione, WSWA appoggia i singoli stati nel loro sforzo di rafforzamento – non di indebolimento – delle leggi relative alla vendita di bevande alcoliche", ha detto la signora Duggan. "La vendita diretta con controllo d'identità dell'acquirente da parte del venditore è indubbiamente il modo migliore per applicare la legge".

La decisione della Corte Suprema federale mette in dubbio la legalità delle leggi interne di 24 stati, i quali proibiscono l'invio di bevande alcoliche a privati cittadini da parte di venditori residenti in altri stati. L'opinione scritta dalla Corte contiene comunque la suggestione che le leggi potranno rimanere in vigore, purché il trattamento venga equiparato a tutti i produttori, senza distinzioni basate sulla residenza.

Di seguito pubblichiamo la lista rilasciata dall'Institute for Justice (Istituto della Giustizia) di Washington degli stati che attualmente proibiscono l'invio di bevande alcoliche a privati da parte di operatori non residenti:

  1. Alabama,
  2. Arizona,
  3. Arkansas,
  4. Connecticut,
  5. Delaware,
  6. Florida,
  7. Indiana,
  8. Kansas,
  9. Kentucky,
  10. Maine,
  11. Maryland,
  12. Massachusetts,
  13. Michigan,
  14. Mississippi,
  15. Montana,
  16. Ohio,
  17. Oklahoma,
  18. Pennsylvania,
  19. New Jersey,
  20. New York,
  21. South Dakota,
  22. Tennessee,
  23. Utah e
  24. Vermont.
Fonte: Wine & Spirit Wholesale of America


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