AssoDistil: È necessario tenere le distillerie La Redazione - 12 Maggio 2005
AssoDistil, l'associazione italiana dei produttori di alcolici, ha ribadito con fermezza la necessità di preservare la funzione delle distillerie per la lavorazione dei prodotti collaterali della pigiatura, garantendo in questo modo un processo enologico trasparente.
La AssoDistil contesta il contenuto di una relazione preparata da aziende indipendenti per la Commissione Europea, nella quale si critica l'operato dell'associazione delle distillerie. "La relazione, indirizzata al Common Market Organization (CMO, ossia Organizzazione del Mercato Comune), sembra elencare quasi tutti gli aspetti negativi della produzione enologica", ha detto il responsabile dell'AssoDistil, Antonio Emaldi.
Franco Castaldo, responsabile dell'AssoDistil per il settore vino, ha detto che mantenere il ruolo della distillazione nel CMO, che è attualmente in fase di definizione per il settore enologico dell'UE, è fondamentale per la salvaguardia della produzione in trasparenza dei vini italiani. Secondo Castaldo, l'abolizione dell'obbligo di distillare i sottoprodotti della pigiatura potrebbe indurre alcuni alla "produzione fraudolenta di vini artificiali, i quali avrebbero un impatto deleterio sul mercato di settore".
Secondo la AssoDistil verrebbero inoltre danneggiati sostanzialmente anche altri segmenti di mercato collaterali alla distillazione del vino, quali ad esempio la produzione dell'enocianina, un ottenuto dalle bucce dell'uva, dell'acido tartarico, di aromi, ecc.
"L'intero comparto enologico italiano è unito nella difesa delle distillerie all'interno del CMO dell'Unione Europea", ha concluso Emaldi. La UEPA (Unione Europea dei Produttori di Alcole) ha già presentato una protesta formale, così come hanno fatto le associazioni nazionali delle distillerie francesi e spagnole.
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