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Enoturista per caso – Settembre 2004
Bruno Petronilli - 1 Settembre 2004

La mia folle emotività alla "perenne ricerca del gusto" non potrà mai sottrarsi all'entusiasmo quasi infantile che un nuovo "viaggio" fatalmente comporta.

A dispetto di questa gioiosa costante della mia quotidiana e frenetica esistenza, con molta ingenuità alla fine di luglio programmo di trascorrere qualche settimana di riposo assoluto. Una sorta di anomala e generica debolezza sembra convincermi dell'opportunità di resistere alle tentazioni dell'animo, ma all'inizio di agosto, e senza eccessivo imbarazzo, osservo con divertimento la straordinaria rapidità con cui svanisce questo futile proposito.

Troppo allettante la prospettiva di vivere un lungo e delizioso pellegrinaggio enogastronomico tra Italia e Francia.

Il giorno prima della partenza rendo onore alla mia incrollabile e ritrovata vivacità con un'affascinante verticale di un grande rosso italiano: Le Pergole Torte della Fattoria di Montevertine. Una doverosa presentazione appare quasi scontata per una tra le più famose e rinomate aziende della Toscana vinicola.

A Radda, tra le colline del chiantigiano, nel 1967 l'industriale Sergio Manetti decide di acquistare una splendida tenuta agraria e di iniziare a produrre limitate quantità di vino destinate all'esclusivo consumo di amici e conoscenti. I decenni che seguono decretano incredibili successi e premiano oltre confine la passione e l'abilità enologica del suo fondatore che, purtroppo, oggi non è più tra noi.

Da qualche anno il timone è affidato al figlio Martino che si avvale dei preziosi consigli di Klaus Reimitz, Bruno Bini e Giulio Gambelli, lo storico "maestro assaggiatore" dell'azienda.

Non ho avuto il privilegio di conoscere di persona Sergio Manetti e la sua prematura scomparsa mi ha negato per sempre questo desiderio.

Devo confessare di aver acquistato la prima bottiglia di Pergole Torte (millesimo 1986) soprattutto per la seducente bellezza dell'etichetta di Alberto Manfredi.

Pergole Torte 1990 Pergole Torte 1993 Pergole Torte 1994 Pergole Torte 1995
1990 1993 1994 1995

Nel corso del tempo ho costruito la "mia verticale di Pergole" con pazienza e costanza, in fiduciosa attesa del momento propizio. Ho gratificato tanta perseveranza tre settimane fa dopo aver chiamato a raccolta pochi ma fidati compagni di degustazione e aver trovato una partner ideale in Maria Luisa Scolastra, bravissima chef e padrona di casa del ristorante Villa Roncalli (Foligno, Via Roma 25, tel. 0742/391091).

Menù di Maria Luisa Scolastra – Foligno - Martedì 3 agosto 2004
Portate Valutazione(*)
Capocollo fatto in casa 15
Passatina di biete, cetrioli, calamaretti e piccoli gnocchi 17
Farfalline, verdure trifolate, lombetto di maiale e finocchietto 16,5
Parmigiana di melanzane, pomodorini, basilico e piccione 18
Risotto con fiori di zucca e chianina 18
Tagliatelle con ragù di anatra, salvia e Montasio 18
Agnello al forno con bacche di ginepro 17
Tortino di vaniglia e salsa al caramello 15.5
(*)Valutazione in ventesimi  
20 e lode: La perfezione 20-19: Eccezionale
18-16: Ottimo 15-14: Buono
13-12: Sufficiente 12-10: Deludente

 
Le Pergole Torte
Fattoria di Montevertine
Annata Valutazione(*)
1986 89
1988 89
1990 90
1990 (Riserrva) 96
1993 94
1994 91
1995 93
1996 88
(*)Valutazione in centesimi
95-100: Superlativo
90-94: Ottimo
85-89: Molto Buono
80-84: Buono
70-79: Normale
60-69: Scarso
50-59: Povero
   

Siamo a Foligno nel cuore di una regione, l'Umbria, le cui tradizioni gastronomiche rappresentano il vero DNA di Maria Luisa. Alle sue eccellenti proposte di cucina abbiniamo otto annate del celebre Sangiovese toscano: 1986, 1988, 1990, il mitico 1990 riserva, 1993, 1994, 1995 e 1996.

La degustazione si svolge con indispensabile scrupolosità e regala molte ed inaspettate emozioni, anche nei millesimi meno importanti.

Il 1990 (nella versione riserva) non tradisce le attese: colore rosso granato, prontezza ed evoluzione esemplari con ricercati aromi di caffè, cioccolato e scorza d'arancia. Siamo tutti concordi nel valutarlo oltre i 95/100.

A poca distanza ecco il 1993: stupiscono l'intensità e l'equilibrio, profumi di liquirizia e caffè si rincorrono e si fondono in una piacevolezza gustativa che impone almeno un 94/100.

Altre annate (1990, 1994 e 1995) si attestano con meraviglia oltre i 90/100, ma nel complesso ogni vino esprime una personalità ammirabile.  La serata volge al termine e con pigrizia diamo l’ultima occhiata a quelle otto bottiglie ben allineate sul tavolino.

Domani finalmente si parte: prima tappa San Vincenzo in Toscana, per conoscere da vicino il più grande chef d’Italia.


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