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Erika Baraldi, Sommelier
Loris Scagliarini - 1 Luglio 2008

Continuiamo la serie "Incontri" con un'intervista ad Erika Baraldi, una sommelier italiana che, data la sua giovane età, negli Stati Uniti non potrebbe bere legalmente un bicchiere di vino. Abbiamo incontrato Erika lo scorso Aprile, durante un viaggio in Italia in occasione del 42mo Vinitaly e ne abbiamo approfittato per intervistarla.

  • Erika Baraldi, Loris ScagliariniErika Baraldi con Loris Scagliarini, presidente di WineCountry.IT, nel corso dell'intervista.

    Altre foto
    Domanda
    Come nasce la tua passione per l'enogastronomia?
  • Risposta
    Tanto per cominciare, la mia passione per l'enogastronomia nasce per gioco.

    Tutto è iniziato quando mio padre lavorava come volontario alla Festa dell'Unità a Modena ed ha insistito per parecchio tempo, con me e mio fratello, per convincerci ad andare a lavorare anche noi. Così, a 12 anni e mezzo, ho provato e mi è piaciuto il lavoro tra i tavoli, tanto che all'età dei 15 anni riesco ad entrare alla Scuola Alberghiera di Serramazzoni, che a mio modesto parere è una scuola niente male. Devo ammettere che ho avuto la fortuna di aver avuto degli insegnanti molto bravi, in grado di comunicare a noi studenti la realtà lavorativa di questo mestiere. Sono convinta che sia grazie a quanto ho appreso alla Scuola Alberghiera che, nonstante sia entrata in con tatto col "mondo del lavoro" da giovane, non sono per niente rimasta sconvolta, al contrario di quanto è successo a molti altri.

  • Domanda
    Come mai hai deciso di diventare sommelier dopo aver frequentato la Scuola Alberghiera di Serramazzoni e a che età hai iniziato a frequentare il corso dell'AIS?
  • Risposta
    Ho iniziato il corso AIS a 19 anni a Modena, grazie in particolare a Rita Antonella Ronchetti, titilare del ristorante dove lavoravo in quel periodo, che mi ha convinto a fare il corso perché secondo lei ero portata per questo mestiere, e avrei sprecato un talento naturale se avessi scelto di essere una cameriera qualsiasi.

  • Domanda
    Il corso ti fa conoscere vini di produzione internazionale oppure si concentra in particolare sui vini prodotti con gli oltre 300 vitigni autoctoni italiani?
  • Risposta
    Il corso si divide in tre livelli:
    • il 1° parla delle caratteristiche del terreno, il clima, i sistemi di allevamento, la produzione del vino (in generale), i distillati, i vini aromatizzati (amari), gli anicizzati, la birra, le sigle IGT, DOC, DOCG, ecc. e la scheda tecnica di un vino;
    • il 2° parla della conoscenza dei vitigni di tutto il mondo, cioè Europa, Asia, Africa, Usa ecc. Un po' di storia, enogastronomia e geografia e, infine, la scheda tecnica di un vino;
    • il 3° Abbinamento cibo e vino.

  • Domanda
    Che programmi hai dopo aver superato l'esame per il terzo grado di sommelier con l'AIS?
  • Risposta
    Dopo il 3° livello le cose che vorrei fare sono tante, ma la cosa da mettere in primo piano è incominciare a studiare una seconda lingua, in più mi piacerebbe fare un'esperienza all'estero ... Certo che sarebbe bello riuscire a combinare le due cose.

  • Domanda
    Dove hai fatto le prime esperienze lavorative e dove lavori attualmente?
  • Risposta
    Le mie prime esperienze lavorative le ho fatte in montagna, nell'appennino modenese, a 15 anni e mezzo, lavorando per due mesi all'Hotel Sciatori di Sant'Anna Pelago, ai confini dell'Emilia con la Toscana. A 16 anni e mezzo ho lavorato a Montefiorino, sempre sull'appennino modenese, all'Albergo Ristorante "al Cicco" per circa 4 mesi. A 17 anni e mezzo all'Hotel Universal, a Cervia, per tre mesi. A 18 anni al Ristorante "Strada Facendo" di Modena per due anni, infine oggi, a 20 anni, lavoro alla "Hostaria del Mare", a Modena.

  • Domanda
    Alla "Hostaria del Mare" quali abbinamenti cibo/vino mi consiglieresti per una cena importante, dall'antipasto al dolce?
  • Risposta
    Per una cena importante a base di solo pesce consiglierei d'iniziare con un vino bianco con le bolle, non molto strutturato, fino a concludere con dei vini bianchi fermi, sempre più strutturati man mano che il pasto procede, cioè cercando di metterli in scala. Ad ogni portata abbinerei un vino diverso, ma nel caso il cliente non fosse d'accordo cercherei di andare incontro alle sue esigenze.

  • Domanda
    Quali sono i tuoi vini e altre bevande favorite?
  • Risposta
    Personalmente preferisco i vini rossi strutturati, abbastanza tannici, morbidi e profumati. Poi mi piacciono molto i superalcolici, sopratutto i distillati e le creme.

  • Domanda
    Potresti fornire una specie di zodiaco enologico, ossia un vino, italiano o internazionale, che abbineresti a ciascun mese dell'anno?
  • Risposta
    Abbinare un vino a ciascun mese dell'anno diventa un po' difficile, mi limiterò ad abbinamenti stagionali. Nel periodo invernale consiglierei un buon vino bianco o, ancora meglio, un rosso di buona struttura, consistente e con buona alcolicità. Nel periodo estivo invece, consiglio vini bianchi fermi, o mossi, di buona acidità, freschi e profumati.

Ringraziando Erika per il tempo che ci ha voluto dedicare, sarà nostra cura la prossima volta che saremo in Italia di andare a cena alla "Hostaria del Mare", affidandoci a lei la scelta degli abbinamenti enolici con le varie portate.


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