Enoturista per Caso – Il "Vitigno Italia" Bruno Petronilli - 22 Dicembre 2004
Per fortuna ogni tanto mi capita di trascorrere qualche giorno di lavoro come se vivessi una rilassante vacanza. Questa volta devo ringraziare una cara e preziosa amica, Maddalena Mazzeschi, che cura le relazioni esterne di molte aziende e associazioni enologiche italiane. La proposta era troppo allettante: tre giorni nell'affascinante Sorrento per presenziare all'avvento di una nuova Fiera dedicata al vino, la prima edizione di "Vitigno Italia".
La manifestazione si svolgerà presso la Mostra d'Oltremare di Napoli dal 3 al 5 giugno prossimi e sarà dedicata ai vini italiani prodotti esclusivamente da vitigni autoctoni. Un'idea che non posso che condividere e sostenere, consapevole che tradizione e tipicità siano valori da difendere contro le mode e gli interessi commerciali dei vini "fotocopia". Ho quindi tirato un sospiro di sollievo nel verificare la grande determinazione che anima "Vitigno Italia" e sono sicuro che registrerà un meritato successo.
Viste le premesse, il weekend non poteva che riservare gradite sorprese a cominciare dalla location. Il Grand Hotel Excelsior Vittoria mi ha accolto con la sua storica eleganza e coccolato per tutta la durata del soggiorno. Tra una degustazione e un assaggio di straordinari prodotti gastronomici, mi è stato concesso, con immenso piacere, un clima di pacatezza e cordialità ammirevole.
Moltissimi i vini degustati e sarebbe impossibile citarli tutti. Ma il desiderio di rendere omaggio alla terra che mi ha ospitato, impone di ricordarne alcuni veramente eccellenti: Le Serole Pallagrello 2003 di Terre del Principe, il Fiano di Avellino 2003 di Di Meo, il Falerno rosso 2002 di Villa Matilde, l'Aedon Fiano Passito 2003 di Villa Raiano. In assoluto il vino più sorprendente per qualità è stato il "Passito delle Cinque Pietre" IGT Roccamonfina 2003 di Telaro, ma l'elenco delle note piacevoli potrebbe continuare a lungo.
È tempo di brindisi e desidero congedarmi con un esempio di "frizzante" tipicità. Il Moscato d'Asti, infatti, è un simbolo di tradizione e di festa, una delizia di aromaticità e di freschezza tutta italiana. Assieme ai colleghi di "Spirito di Vino" abbiamo degustato le migliori etichette di Moscato d'Asti, pubblicandone i risultati nel numero di Natale della nostra rivista. Per amabile concessione del mio direttore, potrete leggere i nostri "consigli" di seguito su WineCountry.IT.
Fratelli Bera |
Moscato d'Asti 2003 |
87/100 |
Il Falchetto |
Moscato d'Asti Tenuta del Fant 2003 |
87/100 |
Castello del Poggio |
Moscato d'Asti Vigneti Castello del Poggio 2003 |
85/100 |
La Spinetta |
Moscato d'Asti Bricco Quaglia 2003 |
84/100 |
Chiarle Silvana |
Moscato d'Asti 2003 |
83/100 |
Cascina Castlèt |
Moscato d'Asti 2003 |
83/100 |
Boroli |
Moscato d'Asti 2003 |
82/100 |
La degustazione ha riguardato i prodotti di 16 aziende.
Nella tabella sono indicati i migliori 7 risultati.
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Sinceri auguri dal vostro Enoturista per Caso.
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