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Nasce la Strada del Tartufo dell'Appennino Centrale
La Redazione - 17 Luglio 2005

  Buffet
  Il buffet sulla terrazza con vista mozzafiato su piazza Venezia, che ha ospitato l'evento a cura del ristorante La Taverna del Lupo di Gubbio. 
   
  Tartufo
  Una notevole selezione di scorzone estivo
   

La Strada del Tartufo dell'Appennino Centrale è stata presentata  ufficialmente il 14 luglio 2005 a Roma, sulla terrazza presso l'Associazione Civita di Piazza Venezia, alla presenza di numerose personalità del mondo politico e giornalisti della stampa specializzata del turismo e dell'enogastronomia. 

Il percorso della Strada del Tartufo dell'Appennino Centrale attraversa undici Comunità Montane nelle quattro province di Forlì-Cesena, Arezzo, Perugia e Pesaro-Urbino. In totale sono alcune decine i Comuni direttamente interessati e comunque coinvolti.

L’iniziativa è promossa e finanziata dal S.I.L., Soggetto Responsabile del Patto Territoriale Appennino Centrale con sede in Sansepolcro, città di Piero della Francesca. Questo organismo è sostenuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’ambito delle azioni per lo sviluppo locale, dagli enti pubblici del territorio, dalle associazioni di categoria e dalle banche locali.

Il SIL si avvale inoltre della consulenza di Luigi Cremona, esperto giornalista di enogastronomia e consulente del Touring Club Italiano per l’ospitalità e la ristorazione.

Il tartufo – classe degli ascomiceti, ordine dei tubolari, famiglia tuberacee, genere tuber – ha un nome ufficiale che sconcerta, ha una forma rozza e per niente attraente, non conosce la luce e cresce sotto terra, ma possiede un profumo irresistibile, penetrante e suadente.

La Strada del Tartufo ha l’obiettivo di guidare il visitatore seguendone l’inimitabile profumo, facendogli scoprire i luoghi spesso incontaminati dove ha origine, i paesi dove viene commercializzato e valorizzato, i ristoranti che in stagione lo adoperano per esaltare ricette locali e prodotti tipici del territorio. Non è un caso che a questa eccellenza gastronomica si accompagni quasi sempre ai paesaggi integri e incontaminato, di aree protette e riserve naturali, come quelle delle Foreste Casentinesi e del Monte Cucco.

Il percorso attraversa un territorio ricco anche di cultura e tradizione, con città e paesi che offrono testimonianze storiche ed artistiche uniche. Località come Città di Castello, Gubbio, Sansepolcro e Urbino, ma anche tanti piccoli borghi meno conosciuti che, grazie proprio al parziale isolamento geografico, hanno saputo conservare la loro sobrietà ed il loro stile di vita tradizionale in equilibrio con il ciclo naturale delle stagioni.

Il tartufo cambia colore e profumo di stagione in stagione come la natura che lo circonda, ma è sempre gratificante farsi trasportare dal suo profumo e lasciarsi sedurre dagli invitanti peccati di gola che stimola durante tutto l'anno.

La Strada del Tartufo vuole valorizzare questo nobile prodotto e, per suo tramite, stimolare gli operatori locali per sfruttare e coordinare potenzialità esistenti, ampliare la visibilità di questi monti e vallate dal punto di vista turistico e far conoscere anche fuori dai confini nazionali le qualità gastronomiche del tartufo dell'Appennino Centrale

Fonte: Lorenza Vitali, Ufficio Stampa Strada del Tartufo Appennino Centrale

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