Greatest Hit Italiano (Seconda di 5 Parti)
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| Monterosso al Mare visto da un'imbarcazione | |
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| Veduta di Monterosso dal sentiero che conduce a Vernazza. In primo piano si possono notare vigneti coltivati sui campi terrazzati. | |
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| La linea ferroviaria costiera che unisce i cinque paesi che formano le Cinque Terre. | |
La nostra prima sera a Monterosso al Mare -- il più grande dei cinque villaggi a nordovest delle Cinque Terre, e la nostra base in questo viaggio -- abbiamo cenato da "Ciak La Lampara", una trattoria tradizionale del posto. Abbiamo ordinato prima risotto nero alle seppie, poi una grigliata mista di pesce e biscotti cantucci come dolce, annaffiandoli con Sciacchetrà, il vino dolce tipico delle Cinque Terre dal vago sapore di resina.
Nella trattoria mancava un solo elemento: gli italiani. I 20 posti a sedere erano occupati da 17 compaesani americani, due inglesi e un canadese. Questo è stato un aspetto ricorrente di tutto il viaggio. Un'altra serata, in una trattoria diversa, ci siamo imbattuti in un numeroso gruppo di studenti americani impegnati a dibattere i meriti delle catene dei ristoranti americani specializzati in hamburger tipo il McDonald.
Va notato che eravamo in bassa stagione!
Un'altra sera -- mentre un gruppo di circa 20 turisti giapponesi era impegnato ad immortalare il tramonto con le loro Nikon montate su cavalletto -- sono entrato in una minuscola cappelletta nei pressi del porto di Monterosso equi, finalmente, alla luce tremolante di un mare di candele ho trovato un po' di consolazione -- un pezzetto di questa terra antica sopravvissuto alle trasformazioni modernizzanti. Una dozzina di anziane donne del posto che, col capo coperto, ripeteva Ave Marie senza sosta.
Walking the Walk (Percorrendo il Sentiero – Il titolo inglese è un gioco di parole intraducibile che significa anche "mantenere la propria parola", o "agire come si predica")
"Agli italiani non piace molto camminare," dice Giovanni Grasso in inglese, spiegando come mai le Cinque Terre sono diventate in gran parte più popolari con gli stranieri che con gli italiani.
Grasso, un giocatore di pallone sulla trentina nativo di Monterosso, è proprietario assieme alla ex moglie de "Il Maestrale", l'albergo con sole sei stanze dove abbiamo alloggiato.
Agli italiani però piace "poleggiare" e Grasso si lamenta del fatto che, in Luglio e Agosto, Monterosso è sovraffollato d'italiani che si accalcano sulla spiaggia, sul lungomare e nei bar. Grasso dice che lui stesso ha percorso a piedi l'intero sentiero delle Cinque Terre l'anno scorso per la prima volta.
Invece, da bravi turisti stupidamente entusiasti, noi abbiamo intrapreso l'escursione il nostro primo giorno in paese, immediatamente dopo la prima colazione.
Il sentiero panoramico di 12 chilometri, chiamato "Sentiero Azzurro", collega le Cinque Terre attraversando il locale parco nazionale. Camminando di buon passo, senza contare i tempi di sosta nei vari paesi, ci vogliono 4 ore e mezza per percorrerlo tutto.
Siamo partiti col programma di andare da Monterosso a Riomaggiore, l'ultimo villaggio delle Cinque Terre, e tornare indietro col treno nel tardo pomeriggio. C'è un vantaggio nel partire da Monterosso a nordovest e camminare verso sudest terminando l'escursione a Riomaggiore, infatti il percorso diviene progressivamente più facile e le distanze fra i singoli paesi sono più brevi nell'ultima parte del percorso.
Il primo tratto della camminata che va da Monterosso a Vernazza è il più lungo (circa due ore) ed impegnativo, ma allo stesso tempo è anche il più gratificante.
Ci siamo inerpicati lungo il sentiero montuoso, che a volte non era più largo di una trentina di centimetri, fiancheggiando vigneti abbarbicati con aria di sfida su terrazze ricavate lungo gli scoscesi pendii, abbiamo attraversato boschi densi di vegetazione e abbiamo attraversato piccoli corsi d'acqua. Di fianco al sentiero c'erano monorotaie meccanizzate che, durante la la vendemmia, sono percorse da piccoli treni che trasportano operai, attrezzature e uva su e giù per il ripido declivio.
Il vino di questa zona è stato prodotto per secoli in piccole, ma apprezzate, quantità. Dopo la fine della seconda guerra mondiale però, gran parte dei campi a terrazza coltivati a vite sono stati abbandonati. Come incentivo per la conservazione delle terrazze, ed evitare così che il terreno slitti lentamente dei fianchi delle colline e finisca in mare, il governo italiano offre il diritto gratuito di coltivazione per 20 anni a chiunque voglia accollarsi il mantenimento dei muri di sasso che supportano le terrazze e dei vigneti. Finora si sono fatti avanti circa 1.500, perlopiù stranieri, di questi "eroici" viticoltori, come sono stati definiti dagli ambientalisti italiani.
Non occorre camminare a lungo su questi sentieri per rendersi conto dei motivi che hanno spinto i locali ad abbandonare questi pendii. Per la maggior parte della mattinata ci siamo inerpicati lentamente sulla scia di un gruppo di turisti, guidati da una donna sui 70 anni che gridava ordini di marcia in tedesco (la lingua che pare dominare lungo questo sentiero). Il gruppo sembrava pronto ad affrontare la Foresta Nera, equipaggiato com'era di bastoni da passeggio di metallo e scarponi da montagna. Abbiamo incontrato anche una gran quantità di altri turisti stranieri, includendo giovani californiani dalle facce fresche, una famiglia francese ed altri gruppi di tedeschi super equipaggiati.
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| Pubblicato originalmente sul The Washington Post – ©2004 Tradotto dall'inglese da WinecCountry.IT |
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